Consulta Provinciale per la Salute Mentale - Lecce

AZIENDA UNITÀ SANITARIA LOCALE ...
DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE
Coordinatore Dr ...
SERVIZIO PSICHIATRICO DI DIAGNOSI E CURA
Dirigente Responsabile: Dr ...



..., 04.12 2000


OGGETTO: Problemi del reparto.

AL DIRIGENTE MEDICO RESPONSABILE

Facendo seguito all'incontro svoltosi in data odierna, nel corso del quale non è stato possibile affrontare i problemi di questo reparto, e ritenendo che comunque vadano affrontati da parte del responsabile, si porta a conoscenza della S.V. quanto segue, per i provvedimenti del caso:

1) PORTE CHIUSE: in merito non vi sono state ulteriori direttive da parte della SV; il sottoscritto ritiene che le porte interne del reparto debbano essere tenute aperte al fine di consentire ai degenti almeno di poter circolare in uno spazio più ampio rispetto al corridoio.

2) Collegato al punto 1 è il fatto che in alcuni orari ai pazienti non viene consentito nemmeno di ascoltare la radio nell'atrio, unico diversivo alla monotonia del reparto.

3) DIROTTAMENTO DI PAZIENTI VERSO GLI STUDI PRIVATI: il fatto continua a verificarsi, con evidente distorsione dei rapporto fra operatori e pazienti, al di fuori di ogni logica dipartimentale.

4) ISOLAMENTO DI ALCUNI DALLA VITA DI REPARTO: anche questo continua a verificarsi, sino al paradosso che non si interviene nemmeno se un paziente in carico ha un incidente.

5) MANCATA COMUNICAZIONE nel reparto tra gli operatori.

6) MANCATA ADESIONE ALLA PSICHIATRIA BASATA SULL'EVIDENZA, per cui si assiste a prescrizioni molto fantasiose e del tutto dereistiche.

7) MANCATA INTEGRAZIONE CON I C.S.M. O INTEGRAZIONE SOLO FORMALE.

8) OSTACOLI ALLA CONCESSIONE DI PERMESSI DI USCITA AI PAZIENTI: in merito si dovrebbero stabilire delle regole chiare. A mio parere tutti i pazienti volontari debbono poter uscire dal reparto liberamente, salvo casi particolari in cui la negazione dcl permesso di uscita va motivata per iscritto dal medico curante o dal responsabile. Per i pazienti in T.S.O. va valutato caso per caso.

9) I PAZIENTI VENGONO RIMPROVERATI DA ALCUNI INFERMIERI SE "OSANO" PRENDERE L'INIZIATIVA DI PARLARE CON IL MEDICO.

10) CONTINUA A VIGERE IL CONCETTO DI APPARTENENZA DEI PAZIENTI DA PARTE DI ALCUNI MEDICI.

11) ASSENZA DI REGOLARI RIUNIONI DI REPARTO PER PUNTUALIZZARE VARI ASPETTI.

l2) LA VISITA DI REPARTO NON VIENE EFFETTUATA SE NON SALTUARIAMENTE ED IN MANIERA SUPERFICIALE E FRETTOLOSA.

13) MANCATA SUPERVISIONE DEI CASI.

14) IN CONSEGUENZA DI QUESTO NON SONO RARI ERRORI TERAPEUTICI (es., liquidi somministrati ad un paz. con I.R.C. Disipal fl praticato ad un paz. con I.P.B. Zoloft somministrato ad un paz. che assumeva Coumadin. Associazione incongrua e pericolosa tra F.A.N.S. ed S.S.R.I., ecc.).

15) ACCADE CHE UN O.T.A. INSERITO NEI TURNI FACCIA ADDIRITTURA LE FLEBO.

16) MANCANZA DI UNO PSICOLOGO ALL'S.P.D.C.

17) MANCANZA DI UN'ASSISTENTE SOCIALE ALL'S.P.D.C.

18) SOMMINISTRAZIONE DI FARMACI NON PRESCRITTI DAI MEDICI (una paz. mi ha riferito il giorno 15.11.00 che la sera precedente le è stata somministrata una cpr di colore rosso che non era prescritta, poiché assumeva solo Laroxyl gtt ed Halcion, che non è di colore rosso.

19) PAZIENTI CHE RIFERISCONO: "lei non sa cosa succede qui la notte".

20) FAMILIARI MALTRATTATI DA ALCUNI INFERMIERI.

21) PAZIENTI MALTRATTATI DA ALCUNI INFERMIERI, come da lettere del Tribunale dei diritti dei malati

22) MANCATI CONTROLLI SULLE FORNITURE DI REPARTO (dalla farmacia di recente sono state prelevate eccessive quantità di alcuni farmaci il cui uso è molto saltuario; invece del Tranquirit gtt che costa circa 2.000 a flacone sta arrivando l'Ansiolin gtt che invece costa circa 13.000 a flacone).

23) ESAME PSICHICO EFFETTUATO DOPO LA DIMISSIONE DEL PAZIENTE: l'esame psichico è l'equivalente dell'esame obiettivo in medicina o dell'esame neurologico in neurologia. Va effettuato appena il paziente entra in reparto in maniera da consentite un primo orientamento diagnostico, e conseguentemente terapeutico, sul caso. Viene invece effettuato alla fine del periodo di degenza.

24) MANCATO CONTROLLO SULLE PULIZIE DEL REPARTO.

25) RIFIUTO DI ALCUNI MEDICI DI SVOLGERE FUNZIONI ORGANIZZATIVE, ad. es. richieste di forniture, lavori, ecc.

In merito a questi problemi la S.V., pur regolarmente informata verbalmente, non ha mostrato di voler assumere una qualsivoglia iniziativa per superarli; da ciò la necessità di formalizzazione. Se si continua a non risolvere alcun problema gli stessi dovranno essere necessariamente portati a conoscenza della Direzione Generale.

Naturalmente il fatto che si parli di questi problemi non significa che l'altro S.P.D.C. non ne abbia solo che non se ne parla. Nonostante gli indici di funzionalità del reparto siano positivi si tende a penalizzare questo S.P.D.C. non risolvendo nessuno dei problemi che emergono e discriminando gli operatori.

A questi vanno aggiunti i problemi dipartimentali, tra i quali la mancanza di riunioni periodiche di tutti gli operatori del dipartimento e la mancanza nel consiglio del dipartimento del rappresentante eletto dei medici.

DISTINTI OSSEQUI
IL DIRIGENTE MEDICO
(segue firma)

EPILOGO

Non avendo avuto risposta, il dirigente medico inviò la stessa lettera al Coordinatore del Dipartimento; non avendo risposta nemmeno dal Coordinatore, fece richiesta di trasferimento dal reparto; attualmente lavora al Centro di Salute Mentale.


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