E-book del Dr Mazzeo
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NEUROPSYCHIATRICA


Direttore: LUIGI SINISI

RIVISTA TRIMESTRALE DELL'OSPEDALE PSICHIATRICO INTERPROVINCIALE SALENTINO
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Direzione - Redazione - Amministrazione: O.P.I.S. - Lecce
Anno XXIV - fascicolo I - II 1981 ESTRATTO - Pagg. 225-245
Direzione - Redazione - Amministrazione: O.P.I.S. - Lecce
EDITRICE SALENTINA - GALATINA

L'ASSISTENZA PSICHIATRICA NELLA PROVINCIA DI LECCE PRIMA E DOPO LA LEGGE N° 180 DEL 13-5-1978

A. Mazzeo*
*Assistente psichiatra al CIM di Nardò (LE).
Prima parte

Questo lavoro si riallaccia alla tesi di specializzazione del sottoscritto, e si propone di analizzare la situazione dell'assistenza psichiatrica nella Provincia di Lecce limitatamente ad una analisi delle strutture che erogano l'assistenza nella Provincia, soprattutto con riferimento ai cambiamenti verificatisi dopo l'entrata in vigore della legge N° 180 del l3-5-1978.

METODOLOGIA

Si sono analizzati separatamente i dati relativi alle singole strutture psichiatriche.
Il periodo di tempo considerato va dall'1-l-76 al 30-6-81, all'incirca due anni e mezzo prima della legge 180 e tre anni dopo.
Si è scelto questo arco di tempo proprio perche a cavallo di esso cade la 180, una legge che ha segnato il passaggio da un modo classico di «convogliare la domanda di psichiatria» e di strutturare la relativa risposta (beninteso entro il quadro legislativo della legge del 1904 che privilegiava la custodia rispetto alla cura - cfr. Art. 1 legge N° 56 del 14 2-1904; cfr. anche Accattatis, 1975), ad una fase che, almeno in alcune Regioni, vede un ribaltamento di tale situazione (verrebbe da dire una rivoluzione copernicana) nel senso che il «territorio» si riappropria di quella posizione di centralità finora delegata all'ospedale Psichiatrico.

In questa accezione «territorio» non è solo un'espressione geografica ma assume il significato di «modello di gestione aperto e in sintonia con la storia politica e sociale degli utenti» (De Giacomo e coll., 1977).

Il ribaltamento si è prodotto anche nel senso che «mentre in precedenza tutto ciò che non era possibile comprendere o guarire veniva imputato in definitiva al malato, oggi i fallimenti sono riconducibili...all'incapacità di produrre servizi e comportamenti adeguati al fenomeno da fronteggiare» (Benigni e coll., 1980).

Per la prima volta è il Sindaco, quale autorità sanitaria locale, a disporre il provvedimento di trattamento sanitario obbligatorio della persona affetta da malattia mentale, e l'autorità giudiziaria assume una funzione di tutela della persona sottoposta ad un provvedimento limitativo della libertà personale.

1) O.P.I.S. (Ospedale Psichiatrico Interprovinciale Salentino) - I dati raccolti riguardano il movimento ammalati (ammissioni, dimissioni e decessi nei singoli anni, le presenze all'1-1 e al 31-12 di ogni anno, le giornate complessive di degenza, la degenza media, la presenza media giornaliera e le unità in servizio (Tab. 1).

I dati sono stati forniti dalla Direzione Sanitaria e dalla Direzione Amministrativa dell'O.P.I.S. e in parte reperiti consultando le schede ISTAT e i registri della Direzione Sanitaria. Si è fatto inoltre riferimento a lavori già pubblicati relativi all'O.P.I.S. (Stefanachi e coll., 1972; Adamo e coll., 1973; Sinisi 1974-75-76; De Giacomo e Pierri, 1977; De Giacomo e Pasqual-Marsettin, 1980).


Tabella 1.- MOVIMENTO AMMALATI O.P.I.S.
Torna all'analisi dei dati 1976 1977 1978 1979 1980 30/6/81
Presenze all'1/1 1.1111 1.030 920 752 713 665
Ricoveri coatti 1.117 (69,12%) 970 (69,09%) 277 (33,21%) 0
0
0
0
0
0
Ricoveri volontari 499 (30,88%) 434 (30,91%) 557 (66,79%) 435 (100%) 305 (100%) 132 (100%)
Totale ammissioni 1.616 1.404 834 435 305 132
Totale assistiti 2.727 2.434 1.754 1.187 1.018 797
Dimissioni 1.641 1.478 969 441 330 116
Decessi 56 36 33 33 23 10
Presenze al 31/12 1.030 920 752 713 665 671
Giornate di degenza 386.199 367.344 317.319 271.280 255.762 -
Degenza media 141 150 180 228 251 -
Presenza media giornaliera 1.058 1.006 869 743 700 -
Unità in servizio 947 1.012 899 937 985 970
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2) Servizio di Igiene Mentale - I dati sono stati reperiti presso la Direzione Sanitaria del SIM e tratti dalle relazioni annuali sulla attività del Servizio (Belsanti, 1976-77-78-79-80). I dati relativi verranno commentati successivamente.

3) Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (S.D.C.) - L'impostazione dei dati ricalca quella dell'O.P.I.S. I dati relativi al movimento ammalati sono stati ottenuti dalla consultazione diretta dei registri di reparto, mentre i rimanenti sono stati forniti dagli Uffici Spedalità dei 3 Ospedali Generali presso i quali si trovano i 3 S.D.C. della Provincia, rispettivamente di Lecce, Galatina e Casarano (Tab. 2).
Per il SDC di Casarano mancano i dati relativi ai ricoveri con TSO e volontari (salvo che per il 1° semestre '81) perchè non disponibili.


Tabella 2.- MOVIMENTO AMMALATI DEI 3 S.D.C.
Torna all'analisi dei dati 1978 1979 1980 30/6/81
Presenze all'1/1 0 23 30 28
Ricoveri coatti 111* 224* 214* 143
Ricoveri volontari 66* 200* 209* 191
Totale ammissioni 283 643 652 334
Totale assistiti 283 666 682 362
Dimissioni 260 636 654 341
Presenze al 31/12 23 30 28 21
Giornate di degenza 4.384 11.366 11.212 -
Degenza media 15,36 17,06 16,43 -
Presenza media giornaliera 25,82 31,13 30,71 -
Tasso medio occupazione posto letto 73,77% 88,94% 87,74% -
Medici in servizio 4 5 6 6
Infermieri in servizio 41 58 58 58
Totale unità in servizio 45 63 64 64
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*Non sono pervenuti i dati relativi del S.D.C. di Casarano.


4) Casa di cura privata «Villa Verde» - I dati sono stati forniti dalla Direzione Sanitaria e ricalcano nell'impostazione quella dell'OPIS (Tab. 3).


Tabella 3.- MOVIMENTO AMMALATI CASA DI CURA PRIVATA «VILLA VERDE»
Torna all'analisi dei dati 1976 1977 1978 1979 1980 30/6/81
Presenze all'1/1 46 42 38 37 37 38
Ammissioni 409 395 357 360 438 235
Totale assistiti 455 437 394 397 475 273
Dimissioni 413 399 358 360 437 227
Presenze al 31/12 42 38 37 37 38 46
Giornate di degenza 19.476 19.242 18.695 18.821 18.525 8.933
Degenza media 42,80* 44,03* 47,32* 47,40* 39,00* 32,73*
Presenza media giornaliera 53,21 52,71 51,21 51,56 50,61 49,41
Tasso medio occupazione posto letto 106,42% 105,42% 102,41% 103,12% 101,22% 98,82%
Sanitari in servizio a rapporto professionale 4 4 6 6 6 6
Personale paramedico in servizio 15 17 24 24 27 31
Totale unità in servizio 19 21 30 30 33 37
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*I valori della degenza media sono alterati dalla presenza di 4 pazienti cronici lungodegenti, che solo da alcuni mesi non sono più ricoverati.


5) Strutture intermedie - Si esamina l'unica struttura intermedia in Provincia di Lecce e si riportano dati relativi al numero degli ospiti, degli operatori, e rilievi socio-economici relativi agli ospiti. I dati sono stati reperiti consultando le cartelle cliniche del C.I.M. di Nardò.

Per periodo di istituzionalizzazione si intende il periodo di tempo trascorso dall'ultimo ricovero. Periodi di dimissione di durata inferiore ad 1 mese non vengono considerati come interruzione della istituzionalizzazione, riprendendo in tal modo il concetto di «lungodegenza frazionata» (Gelli e Marti, 1976).

ANALISI DEI DATI

1) Ospedale Psichiatrico Interprovinciale Salentino
L'analisi della Tab. 1 ci mostra che il numero delle ammissioni all'O.P.I.S. è andato diminuendo dal '76 ad oggi, con una brusca caduta fra il 77/78 e il 78/79. È da notare che all'O.P.I.S. continuano a ricoverarsi pazienti volontari delle Province di Brindisi e Taranto.

Indubbiamente su questa notevole diminuzione delle ammissioni all'O.P.I.S. (che passano dalle 1.616 del '76 alle 305 dell''80) ha influito in maniera determinante la legge 180, poiché ha sottratto agli Ospedali Psichiatrici i ricoveri coatti, che per l'O.P.I.S. sono pari a circa il 70% del totale per i primi due anni esaminati.
È da notare tuttavia che l'andamento in discesa delle ammissioni inizia già dal '77, mentre negli anni precedenti il numero delle ammissioni aumentava costantemente sino a raggiungere la punta massima proprio nel '76 (cfr. Adamo e coll., 1973; De Giacomo e Pierri, 1977).

Il calcolo delle ammissioni quotidiane medie inoltre fornisce i seguenti valori:

4,42 per il '76
3,84 per il '77
3,34 per il periodo 1-1-1978/16-5-1978

Un andamento decrescente sul quale probabilmente ha influito l'esistenza del S.I.M.
L'andamento delle dimissioni non si discosta da quello delle ammissioni, con valori leggermente più elevati.

In accordo con questi dati le presenze al 31/12 vedono una costante diminuzione negli anni. Diminuiscono anche le giornate di degenza e la presenza media giornaliera. La degenza media mostra invece valori che vanno crescendo con gli anni. Questo fatto può essere spiegato con la presenza dei lungodegenti, che evidentemente fanno registrare una degenza media di 365 giorni, e che, per la riduzione del movimento ammalati, sono andati aumentando in percentuale nel corso degli anni, innalzando così i valori della degenza media.

Le unità in servizio mostrano valori che oscillano mediamente intorno ai 950/1.000.

2) Servizio di Igiene Mentale
Il S.I.M. della Provincia di Lecce è stato istituito il 1º ottobre 1975, «gestito, organizzato e svolto dall'Amministrazione del Consorzio O.P.I.S. nell'ambito delle Province di Lecce e Taranto» (Art. 1 del Regolamento del S.I.M.). Nell'ambito di ciascuna Provincia il SIM è stato articolato in «centri funzionanti nel capoluogo e in altri comuni, allo scopo di rendere più agevoli i contatti con i cittadini» (Art. 4 del Regolamento del S.I.M.).

Per la Provincia di Lecce furono previsti 7 Centri di Igiene Mentale (C.I.M.) con ben definiti ambiti territoriali:

- C.I.M. Lecce con 8 Comuni serviti (8,25%) e una popolazione assistibile di 141.387 Ab (20,31%)
- C.I.M. Calimera con 15 Comuni (15,46%) e 65.226 Ab (9,37%)
- C.I.M. Carmiano con 11 Comuni (ll,34%) e 99.135 Ab (14,24%)
- C.I.M. Casarano con 11 Comuni (ll,34%) e 91.192 Ab (13,10%>
- C.I.M. Gallipoli con 9 Comuni (9,28%) e 94.187 Ab (13,53%)
- C.I.M. Maglie con 25 Comuni (25,77%) e 122.737 Ab (17,63%)
- C.I.M. Tricase con 18 Comuni (18,56%) e 82.367 Ab (ll,82%)

Nel 1980 i CIM in Provincia di Lecce sono stati portati a 10 con l'aggiunta nei Comuni di Galatina, Nardò e Poggiardo, e con i seguenti ambiti territoriali:

- C.I.M. Lecce con 8 Comuni (8,25%) e 153.464 Ab (20,09%)
- C.I.M. Calimera con 14 Comuni (14,43%) e 67.118 Ab (8,78%)
- C.I.M. Carmiano con 10 Comuni (l0,32%) e 108.868 Ab (14,25%)
- C.I.M. Casarano con 11 Comuni (11,34%) e 102.038 Ab (13,36%)
- C.I.M. Galatina con 6 Comuni (6,l8%) e 58.446 Ab (7,65%)
- C.I.M. Gallipoli con 6 Comuni (6,180o) e 55.347 Ab (7,24%)
- C.I.M. Maglie con 10 Comuni (l0,32%) e 47.722 Ab (6,25%)
- C.I.M. Nardò con 3 Comuni (3,09%) e 48.616 Ab (6,36%)
- C.I.M. Poggiardo con 15 Comuni (15,46%) e 48.108 Ab (6,30%)
- C.I.M. Tricase con 14 Comuni (14,43%) e 74.257 Ab (9,72%)

Per il futuro è previsto un aumento del numero dei C.I.M. in maniera da farli coincidere con le 13 UU.SS.LL. della Provincia di Lecce, con l'aggiunta dei nuovi C.I.M. nei Comuni di Campi Salentina, S. Cesario di Lecce e Ugento.

Per il S.I.M. della Provincia di Lecce è stata prevista nel '75 una pianta organica di 54 unità ripartita nei 7 Centri e così composta:
- C.I.M. Lecce: 1 Direttore Sanitario, 1 Pedopsichiatra, 1 Psicologo, 1 Farmacista, 1 Pedagogo, 1 Assistente Psichiatra, 1 Ragioniere aggiunto, 2 Assistenti Sociali, 2 Testisti, 4 Terapisti, 2 Assistenti Sanitarie, 3 Applicati dattilografi, 2 Infermieri, 1 Autista, 1 Custode fattorino;
- C.I.M. periferici: 1 Assistente Psichiatra (con funzione di Dirigente), 1 Assistente Sociale, i Assistente Sanitaria, 1 Infermiere, 1 Custode fattorino.

Alcune figure professionali costituivano una «équipe centrale» con funzioni di consulenza presso i singoli C.I.M. nel settore della Neuropsichiatria infantile.

In pratica però alcuni concorsi non sono stati banditi per vario tempo e altri non sono stati espletati per mancanza di partecipanti, per cui il personale in servizio era molto al di sotto del fabbisogno.
In particolare il concorso per i 7 assistenti psichiatri e per il pedopsichiatra sono andati deserti per ben due volte, per cui sino al settembre '78 l'unico medico in servizio è stato il Direttore Sanitario.
Nel '76 sono state praticate delle convenzioni ad orario ridotto (12 ore settimanali) con 4 medici (di cui solo 2 neuropsichiatri) che si limitavano allo svolgimento delle visite ambulatoriali per un paio di giorni la settimana.

Nel '78 sono stati assunti i 7 assistenti psichiatri, nel '79 uno specialista in neuropsichiatria infantile ha ottenuto il comando dall'O.P.I.S. per il S.I.M. e nel 1980 sono stati espletati i concorsi per il completamento dell'organico, con presenza, al 30-6-81, di 100 unità in servizio.
L'équipe di ogni CIM è composta da 5 unità (medico, ass. sociale, ass. sanitaria, 2 infermieri).
Ogni due C.I.M. opera una équipe psicopedagogica composta dallo psicologo, dal pedagogo e da 4 terapisti della riabilitazione, che svolge essenzialmente il lavoro scolastico.
Gli automezzi a disposizione sono 4, uno ogni 2 C.I.M., per cui due C.I.M. ne sono sprovvisti (Calimera e Maglie), mentre un terzo C.I.M. (Carmiano) abbinato a Lecce, non ne usufruisce mai.

Dati socio-epidemiologici - Per questi dati si fa riferimento alle relazioni annuali della Direzione Sanitaria del S.I.M., riportando qui solo quelli più significativi.

a) Volume di lavoro: dai dati emerge che il numero degli interventi effettuati dai C.I.M. aumenta progressivamente con gli anni , e analogo andamento mostra il numero degli utenti.
Le unità in servizio aumentano pure, ma solo negli ultimi anni in maniera cospicua (Tab 4).


Tabella 4.- VOLUME DI LAVORO DEI C.I.M.
. 1976 1977 1978 1979 1980
Numero degli interventi 4.133 5.188 6.244 8.602 10.312
Numero degli utenti 853 966 991 1.504 2.023
Unità in servizio 31 30 33 43 83


Nelle relazioni annuali sono raccolti dati relativi alle sole visite mediche (ambulatoriali e domiciliari) suddivise in prime, seconde, terze, quarte visite e visite successive alla quarta (Tab. 5); per il 1980 i dati sono raccolti in maniera diversa per cui il confronto non è possibile.


Tabella 5.- SUDDIVISIONE DELLE VISITE DEI C.I.M.
. 1976 1977 1978 1979
Prime visite 38,23% 32,40% 24,71% 22,72%
Seconde visite 20,42% 17,71% 15,62% 14,08%
Terze visite 10,34% ll,67% 14,04% 11,01%
Quarte visite 9,58% 8,55% 11,28% 8,33%
Visite successive alla quarta 21,43% 29,67% 33,75% 43,86%


Da questi dati emerge una tendenza rappresentata dal progressivo abbassarsi negli anni della quota percentuale relativa alle prime visite e parallelamente dall'innalzarsi della quota percentuale relativa alle visite successive alla quarta; le prime visite si riferiscono all'anno che viene esaminato.

Si tratta di una suddivisione alquanto farraginosa che ci consente comunque di assistere al fenomeno del costituirsi di una «cronicità» ambulatoriale. Cioé la maggior parte degli interventi dei Medici è rappresentata dalle prime visite nel '76 (38,23%) e dalle visite successive alla quarta nel '79 (43,86%); ciò significa che dal '76 al '79 sono aumentati in percentuale i pazienti che sono stati seguiti dai C.I.M. in maniera «cronica», facendo quindi registrare un numero di visite superiore alla quarta.

Il fenomeno della «cronicità ambulatoriale» (cfr. Ammaniti, 1978) non deve meravigliare poiché la cronicizzazione e l'istituzionalizzazione «non avvengono solo negli Ospedali Psichiatrici... Gli stessi meccanismi di feed-back e il rinforzo di comportamenti legati a ruoli malati o disadattanti che si avevano negli Ospedali Psichiatrici... possono capitare e capitano anche in altri ambienti» (Whittington, 1976).

Dai dati disponibili non è possibile quantificare il fenomeno; una indagine con schede individuali potrebbe consentire di rilevare a carico di quali pazienti si verifica la «cronicità ambulatoriale», permettendo anche dei rilievi di tipo epidemiologico.

b) Per i dati relativi all'età degli utenti del S.I.M. i valori più elevati si ritrovano entro le fasce di età medio-adulte, 19 ai 50 anni:

54,28% nel '76
60,46% nel '77
59,95% nel 78
60,04% nel '79
54,37% nell''80

Elevate sono anche le quote percentuali relative ai minori, soprattutto negli ultimi anni esaminati poiché la presenza delle équipe psico-pedagogicbe ha incrementato il lavoro scolastico:

23,91% nel '76
16,87% nel '77
l7,16% nel '78,
19,12% nel '79
24,07% nell''80

c) Per lo stato civile dai dati emerge che gli utenti del SIM sono per la maggior parte celibi:

56,39% nel '76
60,66% nel '77
61,45% nel '78
54,65% nel '79
53,73% nell''80

A questi valori bisogna sottrarre una parte delle quote dei minori per avere delle cifre più attendibili relative all'utenza psichiatrica propriamente detta.

d) Per la professione degli utenti del SIM la maggior parte è rappresentata da pensionati, disoccupati e casalinghe:

53,46% nel '76,
59,30% nel '77
62,16% nel '78
61,22% nel '79
56,25% nell''80

Ovviamente questo dato non puo essere letto come frequenza delle malattie mentali nelle varie categorie professionali, ma indica soltanto la professione degli utenti dei C.I.M.

Da questi dati non è possibile conoscere le modificazioni che eventualmente si sono verificate all'interno delle singole categorie nel corso degli anni, cioè se vi sono state migrazioni di una certa quota di utenti da una categoria all'altra.
Una analisi di questo tipo sarà possibile con l'uso di schede individuali e con l'adozione del registro dei casi.
Il registro dei casi appare allo stato attuale lo strumento metodologico di analisi più idoneo in epidemiologia psichiatrica (cfr. Marinoni e coll., 1978).

e) Per la segnalazione i dati relativi indicano che le quote più rilevanti sono rappresentate da pazienti che si rivolgono ai C.I.M. per conoscenza diretta, e dai dimessi dall'OPIS (Tab. 6):


Tabella 6.- SEGNALAZIONE DEGLI UTENTI DEI C.I.M.
. 1976 1977 1978 1979 1980
Conoscenza diretta 23,21% 24,12% 20,79% 36,97% 43,35%
Dimessi dall'O.P.I.S. 30,48% 37,06% 39,06% 26,73% 13,60%


Per questi ultimi pazienti è da notare che vi è un incremento percentuale dal '76 al '78 mentre negli ultimi due anni considerati si verifica un abbassamento delle relative quote percentuali. Per il 1980 in particolare si ha anche una diminuzione del valore numerico assoluto, per cui i dimessi dall'O.P.I.S. seguiti dai C.I.M. passano dai 402 del '79 ai 275 dell''80, con una diminuzione di circa 150 unità;.
A livello di ipotesi si potrebbe pensare che questi pazienti non hanno presentato nel 1980 disturbi tali da richiedere l'intervento dei C.I.M., oppure che si siano rivolti ad altre strutture.
Allo stato attuale non è possibile dare una risposta esauriente a queste ipotesi; l'adozione del registro dei casi, come prospettato in precedenza, potrebbe consentirci di seguire meglio questi fenomeni.

f) Per la diagnosi le quote più elevate sono rappresentate dalle psicosi; discrete sono anche le percentuali relative all'oligofrenia, all'epilessia e all'alcolismo (Tab. 7):


Tabella 7.- DIAGNOSI DEGLI UTENTI DEI C.I.M.
. 1976 1977 1978 1979 1980
Psicosi 22,12% 27,01% 33,00% 31,45% 26,26%
Oligofrenia 15,83% 10,46% 15,74% 14,96% 14,14%
Epilessia 9,38% 8,18% 6,96% 9,70% 7,51%
Alcolismo 8,68% 10,56% 7,67% 10,65% 7,51%


3) Servizi di diagnosi e cura
In Provincia di Lecce in seguito all'entrata in vigore della legge 180 sono stati attivati 3 SDC, rispettivamente negli Ospedali Generali di Lecce, Casarano e Galatina, per complessivi 35 posti letto.
Questi 3 Ospedali sono anche gli unici nella Provincia che dispongono di un Reparto Neurologico.
Simili strutturalmente, i 3 S.D.C. sono composti da due stanze per la degenza, una per i maschi e una per le femmine, dall'ufficio medico, dalla medicheria, dai servizi igienici, e da un corridoio-ingresso utilizzato per consumare i pasti e come spazio ricreativo.
Tutti e 3 sono realizzati come reparti chiusi e nessuno dispone di uno spazio verde adiacente.
L'ideologia e il modello di gestione sono ben lontani da quelli comunitari, intesi a dare sempre più «peso agli aspetti relazionali e comunicativi» (De Giacomo e coll., 1976; cfr. pure De Giacomo, 1973).
Dai dati emerge che nel corso degli anni si verifica un aumento delle ammissioni (Tab. 2) e, dato prevalente, i ricoveri con T.S.O. sono pari ai ricoveri volontari. Per l'O.P.I.S. invece i ricoveri coatti erano in percentuale notevolmente maggiore dei volontari.
Al 30-6-81 restano gli unici SDC realizzati in Provincia di Lecce, anche se ne sono previsti altri 3 per complessivi ulteriori 30 posti letto, che diverrebbero quindi 65.

Del tutto assenti sono i collegamenti con i C.I.M., se si escludono contatti a livello individuale, e da questo punto di vista la legge 180 è stata clamorosamente disattesa.

4) Casa di cura privata «Villa Verde»
I dati sono riportati nella Tab. 3. Per «Villa Verde» si ha una diminuzione delle ammissioni sino al '78 poi si verifica un discreto incremento con valori che nell''80 sono superiori a quelli del '76.
Le giornate di degenza diminuiscono costantemente negli anni e in accordo con questi dati si abbassa anche la degenza media, che nel 1º semestre '81 è di 10 giorni inferiore a quella del '76.
A questo proposito occorre precisare che i valori della degenza media nei primi anni esaminati sono alterati dalla presenza di 4 pazienti cronici lungodegenti che da alcuni mesi non sono più ricoverati.

5) Strutture intermedie
Sino al 30-6-81 l'unica struttura intermedia realizzata nella Provincia di Lecce è una Casa Famiglia nel Comune di Nardò.
Avviata come struttura che avrebbe dovuto per larga parte autogestirsi, in pratica, almeno per il primo anno, ha visto una presenza costante di infermieri provenienti dall'O.P.I.S., oltre alla presenza di operatori di una cooperativa di promozione sociale (C.I.S.A.C.) e alla presenza assidua degli operatori del C.I.M. di Nardò.
Per gli infermieri si è preferito sin dall'inizio abolire i turni ospedalieri e strutturare la loro presenza in turni di 24 h (8 - 8) con due unità per turno per complessivi 4 turni, con la presenza quindi di 8 unità globali.
I due operatori provvedono con la collaborazione degli ospiti, all'intero andamento della casa, dalla preparazione dei pasti alla pulizia, ecc.
Sul piano economico per il primo anno c'è stata una quasi totale dipendenza dall'O.P.I.S. e dal Comune di Nardò che hanno provveduto a tutti i bisogni.
Da alcuni mesi è iniziato un esperimento di autogestione, con la costituzione di un fondo-cassa (il 20% del reddito di ciascuno degli ospiti) che viene utilizzato per l'acquisto di parte del cibo, oltre ad oggetti di arredo e altro, sempre di uso comune.
Per ogni acquisto di tipo comune la decisione è presa nel corso di un'assemblea cui partecipano tutti coloro che vivono nella casa, e spesso con gli operatori del C.I.M. di Nardò. Per le assemblee non vi è una cadenza prefissata, e questa come scelta precisa degli operatori per non ricadere in una situazione istituzionale.
Un grosso contributo, sia per la riabilitazione e il reinserimento degli ospiti che per la gestione comunitaria, è stato dato dagli animatori della cooperativa C.I.S.A.C.

Gli ospiti della Casa Famiglia di Nardò sono tutti maschi e celibi; al 31-12-1980 sono presenti 8 ospiti, che diventano 11 sino al 30-6-1981.
A questa data la composizione della C.F. è la seguente:

a) Età:
9,09% sino a 30 anni
18,18% fra 31 e 40 aa
27,27% fra 41 e 50 aa
18,18% fra 51 e 60 aa
18,18% fra 61 e 70 aa
9,09% con oltre 70 aa
b) Professione:
9,09% in cerca di prima occupazione
9,09% disoccupato
81,82% pensionato
c) Fonte del reddito:
27,27% pensione INPS
54,54% assegno di invalido civile
18,18% nessun reddito
d) Scolarità:
54,54% analfabeta
36,36% le prime classi elementari senza conseguire la licenza
9,09% laureato
e) Periodo di istituzionalizzazione:
27,27% inferiore ad 1 anno
18,18% fra 1 e 10 anni
27,27% fra 11 e 20 aa
18,18% fra 21 e 30 aa
9,10% oltre 30 anni
f) Diagnosi:
9,09% schizofrenia
9,09% psicosi distimica
63,64% oligofrenia
9,09% alcolismo
9,09% diagnosi non psichiatrica

Alla seconda parte

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