E-book del Dr Mazzeo
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NEUROPSYCHIATRICA


Direttore: LUIGI SINISI

RIVISTA TRIMESTRALE DELL'OSPEDALE PSICHIATRICO INTERPROVINCIALE SALENTINO
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Direzione - Redazione - Amministrazione: O.P.I.S. - Lecce
Anno XXIX - fascicolo III - VI 1986 ESTRATTO - Pagg. 225-245
Direzione - Redazione - Amministrazione: O.P.I.S. - Lecce
EDITRICE SALENTINA - GALATINA

NEUROLETTICI «LONG-ACTING»
NELLE STRUTTURE TERRITORIALI
DELLA PROVINCIA DI LECCE

A. Mazzeo* - M. Pisanò*
*Assistenti Psichiatri DSM USL LE/1.
INTRODUZIONE

Sono stati interessati a questo lavoro 5 Dipartimenti di Salute Mentate della Provincia di Lecce sui 13 esistenti, pari a circa il 40% dei DSM, con un bacino di utenza di circa 320.000 abitanti. I DSM interessati sono quelli delle UU.SS.LL. LE/I, LE/2, LE/4, LE/5 e LE/6. I pazienti in carico per i 5 DSM interessati, al 31.12.85, sono risultati 1.327. Sono stati inseriti nello studio i pazienti trattati con farmaci neurolettici «long-acting» nel quinquennio '8l/'85. Lo studio è di tipo aperto, non comparativo, retrospettivo, effettuato attraverso un esame delle cartelle cliniche dei pazienti in trattamento presso i DSM. Nel quinquennio in esame sono risultati trattati con neurolettici «long-acting» 232 pazienti.

Ai fini dello studio sono stati considerati i seguenti farmaci: Flufenazina decanoato, Perfenazina enantato, Aloperidolo decanoato; si sono rilevati anche alcuni casi trattati con farmaci non ancora in commercio in Italia, quali Pipotiazina palmitato e Flupentixolo decanoato, ma non sono stati inseriti nello studio per la esiguità degli stessi.


METODOLOGIA

1) Diagnosi: si è effettuata una classificazione dei casi trattati in base alla diagnosi risultante in cartella; per l'inserimento nelle singole categorie nosografiche si sono usati i seguenti criteri:
a) Schizofrenia: vi sono state inserite anche le sindromi pseudonevrotiche;
b) Paranoia: comprende le sindromi deliranti croniche senza allucinazioni;
c) Distimia: vi sono state inseiite anche le cosiddette psicosi miste, gli stati schizoaffettivi, le depressioni deliranti, gli stati di eccitamento con disturbi psicotici incongrui all'umore;
d) Oligofrenia: vi sono stati compresi i pazienti affetti da ritardo mentale originario, anche se portatori di altra patologia (es.: psicosi d'innesto, turbe comportamentali in oligofrenico, ecc.);
e) Disturbi di personalità: pazienti per i quali il disturbo psicopatologico si è strutturato a livello di patologia della personalità piuttosto che esprimersi in definiti quadri clinici;
f) Alcolismo: comprende anche le psicosi alcoliche;
g) Demenza: vi sono inserite le demenze di qualsiasi origine.

2) Posologia: per la posologia si è fatto riferimento a quella standard per ciascun farmaco, ma si sono rilevate anche altre posologie usate.

3) Durata del trattamento: per i pazienti che all'1.1.81 risultavano già in cura si è considerato il periodo precedente a quella data, per gli altri si è presa come data di riferimento il 31.12.1985.

4) Condizioni cliniche: si sono considerati i ricoveri e/o le ricadute che si sono verificati 2 anni prima e 2 anni dopo l'inizio del trattamento; questa rilevazione è stata possibile effettuarla solo per un numero limitato di pazienti, date le difficoltà esistenti nel coordinamento fra SPDC e DSM, per cui questi ultimi vengono a conoscenza in ritardo e per via indiretta dei ricoveri che si verificano, e non per tutti i casi.


ANALISI DEI DATI

1) Dai dati riportati nelle tabelle emerge che circa le diagnosi (Tab. 1) quelle prevalenti sono le diagnosi di psicosi endogene (87,5%), all'interno dell quali prevale nettamente la diagnosi di schizofrenia (56%). Abbastanza ampio appare comunque lo «spettro d'uso» dei neurolettici «long-acting» nei Servizi Psichiatrici Territoriali interessati dalla rilevazione.

Tabella 1 - DIAGNOSI

 N%
SCHIZOFRENIA13056,0
PARANOIA3213,8
DISTIMIA5117,7
OLIGOFRENIA156,5
DISTURBO DI PERSONALITÀ52.2
ALCOLISMO31,2
DEMENZA52,2
ALTRE10.4
TOT.232100%


2) Venendo alla posologia, per la Flufenazina decanoato (Tab. 2) si sono usati in prevalenza i 25mg/3Ogg (62,7%), anche se non mancano posologie diverse, adattate evidentemente alla risposta terapeutica e alla tolleranza individuale.

Tabella 2 - POSOLOGIA FLUFENAZINA DECANOATO

 N%
25 mg / 30 gg13826,7
25 mg / 20 gg3515,9
12,5 mg / 30 gg2310,5
12,5 mg / 20 gg209,1
ALTRE41,8
TOT.220100%


La Perfenazina enantato (Tab. 3) è stata usata in prevalenza al dosaggio di l00mg/l5gg (35,3%).

Tabella 3 - POSOLOGIA PERFENAZINA ENANTATO

 N%
100 mg / 15 gg635,3
50 mg / 15 gg211,7
100 mg / 20 gg211,7
50 mg / 20 gg16,0
ALTRE635,3
TOT.17100%


L'Aloperidolo decanoato (Tab. 4) è stato usato prevalentemente al dosaggio di 50mg/20gg (69,6%).

Tabella 4 - POSOLOGIA ALOPERIDOLO DECANOATO

 N%
50 mg / 30 gg28,7
50 mg / 20 gg1669,6
100 mg / 20 gg521,7
150 mg / 20 gg00
ALTRE00
TOT.25100%


3) La durata del trattamento (Tab. 5) è risultata in netta prevalenza superiore ai 12 mesi (67,7%), espressione della tendenza a protrarre in maniera cronica il mantenimento con neurolettici «long-acting». I periodi inferiori possono essere dovuti a scarsa adesione al trattamento da parte di alcuni pazienti che probabilmente hanno un vissuto negativo, a livello psicodinamico, di un farmaco che non possono «controllare»; in altri casi può essersi trattato di interruzione della terapia per intolleranza individuale, o di inizio del trattamento nel corso del 1985. Per alcuni pazienti si è rilevato il passaggio da un tipo di neurolettico ad un altro: questi pazienti sono stati considerati una sola volta in questa tabella, per cui il totate non corrisponde al totale dei pazienti che hanno assunto i tre farmaci.

Tabella 5 - DURATA DEL TRATTAMENTO

 N%
MENO DI 3 MESI3113,4
DA 3 A 6 MESI177,3
DA 6 A 12 MESI2711,6
OLTRE 12 MESI15767,7
TOT.232100%


4) Per le condizioni cliniche (Tab. 6) si è già detto che non è stato possibile rilevarle in tutti i casi. I casi migliorati sono quelli in cui dopo l'inizio della terapia «long-acting» si è avuta una netta riduzione dei ricoveri e/o delle ricadute. Tali casi sono risultati pari al 60% circa. I casi peggiorati sono quelli in cui dopo l'inizio della terapia si è verificato un numero maggiore di ricoveri e/o di ricadute rispetto al periodo precedente. Fra le varie ipotesi possibili per spiegare questo peggioramento, sarebbe interessante verificare la seguente: la terapia con il neurolettico «long-acting» è stata iniziata in una fase troppo precoce della malattia, per cui non è stata in grado di incidere sulla sintomatologia complessiva. I casi stazionari sono quelli che non hanno presentato grosse variazioni, e sono pari al 25% circa del totale.

Tabella 6 - CONDIZIONI CLINICHE

 N%
MIGLIORATE8259,8
PEGGIORATE2115,4
STAZIONARIE3424,8
TOT.137100%


Non si è presa in esame nel presente studio la tolleranza alla terapia in quanto nella pratica ambulatoriale il rilievo di questo dato non è molto attendibile.


CONCLUSIONE

In conclusione si può affermare che l'uso dei Neurolettici «long-acting» nei Servizi Psichiatrici Territoriali della Provincia di Lecce, nella terapia di mantenimento delle psicosi endogene, ma anche di altre forme psicopatologiche è abbastanza diffuso e mostra di avere conseguito ottimi risultati, se si considera che l'85% dei pazienti trattati ne ha avuto un beneficio, sia come minore ospodalizzazione e miglioramento della patologia (60%), sia come mancato peggioramento globale dello stato morboso, anche se subendo ricadute che portano al ricovero (25%).

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