Psichiatria - Sezione F.A.Q.
Le domande più frequenti

a cura del Dr Andrea Mazzeo

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D: Ho letto che il Risperdal procura come disturbi collaterali la discinesia; una paziente americana in un caso analogo ha ottenuto un risarcimento plurimiliardario. Come si può continuare il consumo del risperdal evitando che il disturbo insorga? Come si manifestano i primi sintomi? Si può curare se aggredito precocemente? Qual'è il tempo minimo in cui il farmaco non produce effetti collaterali?

R: Il Risperdal, come tutti i farmaci antipsicotici, può provocare effetti collaterali come tremori muscolari, rigidità muscolare, discinesia. A differenza degli antipsicotici tradizionali (Serenase e simili) il Risperdal provoca più raramente questi effetti e solo ad alti dosaggi.
Il primo consiglio è quindi quello di utilizzare dosaggi minimi, compatibili con il tipo di problema psichiatrico da affrontare; tra l'altro il Risperdal funziona meglio a basso dosaggio (1-2 mg al giorno) che ad alto dosaggio. Se anche a basso dosaggio compaiono tremori è il caso di sentire il proprio medico.
Nel caso della paziente americana, non conosciamo i dosaggi utlizzati; inoltre non tutti i casi sono uguali.
Se si tratta della forma tardiva della discinesia, questa compare dopo 20-30 anni di uso di questi farmaci; era più frequente con i vecchi antipsicotici e forse è dovuta anche all'uso degli anticolinergici (es., Akineton, Disipal) che si associavano per evitare gli effetti collaterali (i tremori). Con i nuovi farmaci è rarissima, ma sempre possibile. I primi sintomi sono rappresentati da tremori delle labbra, della lingua, della mandibola, poi anche delle mani. Non si conosce una cura specifica della discinesia tardiva, si valuta caso per caso. Come tempo, per la discinesia tardiva non ci sono problemi se la cura è fatta per qualche anno; per i tremori o compaiono subito oppure non si manifestano nemmeno dopo molto tempo.
La distonia (sembra essere questo il caso da lei citato) e' purtroppo dovuta ad una particolare sensibilità del soggetto.


D: Ho letto che il risperidone è un nuovo antipsicotico con ottimi risultati (ho letto le statistiche della sperimentazione effettuata a Siena su circa 1.400 pazienti), ma ho anche letto che l'uso prevalente è su pazienti schizofrenici. Dà buoni risultati anche su pazienti affetti da disturbo bipolare?

R: Il risperidone può, sostituire benissimo il Serenase nel controllo dei disturbi psicotici poiché ha la stessa efficacia; ha meno effetti collaterali, soprattutto di tipo sedativo, non provoca tremori o rigidità muscolare (cosiddetti effetti extra-piramidali). Condivide con il Serenase il medesimo meccanismo d'azione, il blocco dei recettori post-sinaptici della dopamina; sembra che questo sia necessario per controllare i disturbi psicotici, sia nella schizofrenia che in altre situazioni. (Nella mia esperienza lo trovo piu' efficace del Serenase).


D: Quando lei parla di un altro stabilizzante del tono dell'umore, intende il carbonato di litio? Ma non ha effetti collaterali molto più pesanti sull'organismo? Com'è la sua esperienza in proposito?

R: Il litio è un elemento che si sostituisce al sodio negli scambi di ioni che avvengono nella membrana cellulare, rendendo la cellula meno eccitabile; in questo modo esercita la sua azione preventiva nei confronti delle ricadute del disturbo bipolare. Effetti collaterali immediati possono essere nausea, diarrea, legati soprattutto all'eccessivo dosaggio. A lungo termine può provocare modificazioni dell'elettrocardiogramma (che non sono sintomo di una malattia del cuore), ridotta funzionalità della tiroide (ipotiroidismo) e qualche problema a livello della funzionalità renale. Nella mia esperienza, non ho mai avuto seri problemi; effettuando con regolarità dei controlli ci si accorge in tempo se sta sopravvenendo qualche problema e si sospende immediatamente il farmaco.


D: Vorrei sapere quali farmaci contengono la fluoxetina, la sertralina o la paroxetina, oppure se esistono farmaci che le contengono tutte e tre.

R: I farmaci che contengono la fluoxetina sono il Fluoxeren e il Prozac; da poco è in commercio il Diesan, che contiene la fluoxetina. La fluoxetina viene anche venduta dalle farmacie come prodotto galenico e costa molto meno. La sertralina è contenuta nel Tatig e nello Zoloft. La paroxetina nel Sereupin e nel Seroxat. Non esistono farmaci che contengono tutte e tre le molecole.


D: Una cura con DENIBAN dopo circa tre mesi mi ha procurato come sintomo primario un ritardo costante del ciclo (45-50 gg).

R: Si tratta purtroppo di un effetto collaterale del Deniban, dovuto all'aumento della prolattina; se ha dei miglioramenti con il Deniban il problema della iperprolattinemia può essere risolto con delle iniezioni di Liposom forte; è conveniente anche fare la cura con il Deniban in maniera intermittente, interrompendola ogni tanto. Non sono a conoscenza di fenomeni di dipendenza da Deniban.


D: È vero, come ho letto, che gli SSRI come i neurolettici, anche se con minori effetti collaterali, a lungo termine provocano danni anche gravi?

R: Il discorso sui neurolettici lasciamolo da parte; anche il Deniban si comporta da neurolettico solo ad alti dosaggi (200-300 mg al giorno); al dosaggio antidepressivo (50 mg al giorno) può provocare solo un lieve aumento della prolattina, che scompare sospendendo il medicinale (in ogni caso non è un grosso problema). Per gli SSRI si sta parlando adesso di un aumentato rischio di lievi emorragie intestinali in soggetti predisposti, ma si sa ancora poco; di altri effetti collaterali gravi non sono a conoscenza.


D: Due anni fa a seguito di una prima gravidanza non desiderata ho cominciato a manifestare una grave depressione. Ho dovuto interrompere la gravidanza dato il forte dimagrimento per rifiuto di cibo, stati di morte continua, insonnia. Cominciavo anche ad avere problemi di coscienza. Attualmente seguo una psicoterapia individuale e faccio uso di un antidepressivo SEREUPIN senza il quale però starei male. Ho sempre desiderato sapere, ma non ci sono mai riuscita, se il Sereupin che assumo a giorni alterni potrei usarlo per una eventuale gravidanza. Quali potrebbero essere i rischi, oppure c'è qualche altro depressivo che si possa usare in gravidanza? Credo che senza un farmaco dovrò rinunciare, Eventualmente quale è la percentuale di rischio per il bambino?

R: Non ci sono molti dati sul Sereupin utilizzato in gravidanza; secondo la FDA (ente americano di controllo dei farmaci) "gli studi condotti sugli animali non indicano un rischio per il feto, ma non ci sono studi controllati nella donna. Alcuni studi hanno dimostrato un danno per il feto, ma studi controllati sulla donna gravida non hanno dimostrato rischi per il feto nel primo trimestre, e non ci sono evidenze di rischi negli altri trimestri". Queste notizie sono riportate nel prontuario farmacologico computerizzato aggiornato ad Agosto 2000.
Ho letto di recente un articolo che riporta alcuni studi su donne in gravidanza curate con antidepressivi. Uno studio ha riguardato 97 donne curate con paroxetina, alla dose media di 30 mg al giorno (range 10-60 mg/die). I dati emersi da questo studio indicano che paroxetina non sembra aumentare il rischio teratogeno quando utilizzata alle dosi consigliate. Durante l'allattamento la dose di antidepressivo che viene assunta dal neonato è lo 0,34% per la paroxetina, della dose totale giornaliera assunta dalla madre.


D: Vorrei sapere se l'assunzione di citalopram e di bromazepam interferisce con l'azione anticoncezionale degli estroprogestinici.

R: Non ci dovrebbero essere interazioni farmacologiche significative. Ti riporto ciò che ho trovato.
Per il bromazepam (come per tutte le benzodiazepine) è segnalata l'inibizione del metabolismo ossidativo dei contraccettivi orali (Bellantuono Tansella: «Gli psicofarmaci nella pratica terapeutica»); non è precisato di quali. Si ha pertanto un modesto aumento del tasso plasmatico dei contraccettivi orali. Sai comunque che in caso di gravidanza, per i primi tre mesi vi è la controindicazione assoluta delle benzodiazepine.
Il citalopram è, fra gli SSRI, quello con minori interazioni con il citocromo P450; in particolare, il citalopram inibisce debolmente il CYP2D6 mentre i contraccettivi orali (almeno l'etinilestradiolo) sarebbero metabolizzati dal CYP3A/4. Non si hanno dati sull'interferenza del citalopram con il CYP3A/4, ma anche in caso di inibizione si avrebbe l'aumento del tasso plasmatico dei contraccettivi.
Sulla base di questi dati, l'eventuale interazione non porterebbe a riduzione dell'azione anticoncezionale, ma ad un suo aumento.


D: Sarei interessato a sapere se esistono notizie su eventuali problemi causati dall'assunzione di SEROPRAM per la gravidanza. Nel caso specifico mia moglie ha seguito una terapia antidepressiva assumendo per 10 mesi, 10 gocce di SEROPRAM, poiché in questi giorni è risultata positiva al test di gravidanza (gravidanza di circa 2 mesi), siamo preoccupati per eventuali danni causati dal farmaco in questione.

R: Ho trovato queste notizie:
Categoria di Rischio FDA: Gli studi hanno dimostrato che il farmaco esercita effetti teratogeni od embriocidi negli animali, ma non ci sono studi controllati nella donna, oppure mancano studi sia negli animali che nella donna. Questi farmaci vanno usati solo se possibili benefici sono superiori al possibile rischio.
Categoria di Rischio Marchesoni: controindicato in gravidanza.
Da quello che mi scrive la terapia è stata fatta quando sua moglie non sapeva di essere in stato di gravidanza, quindi l'assunzione del farmaco è avvenuta nei primi mesi. Come ha visto non si sa molto e nel dubbio si preferisce evitare il farmaco; il dosaggio è stato di 20 mg; di solito negli studi sugli animali si usano dosaggi molto superiori a quelli che saranno usati nell'uomo.
Non si sa se effettivamente nella donna possa dare malformazioni e che tipo di malformazioni. Consiglierei di seguire la gravidanza con ecografie per vedere se ci sono malformazioni evidenti.


D: Mio figlio, assume da un anno il farmaco Zyprexa, da alcuni mesi in mezza dose (mezza pasticca al giorno). Dallo psichiatra che lo ha in cura non è stata fatta una diagnosi precisa, si è parlato tuttavia di "disturbi della personalità". Poiché non mi vengono date indicazioni precise in merito ad una eventuale sospensione della terapia, né su eventuali effetti collaterali; avendo inoltre notato che, anche in occasione di una breve sospensione, i disturbi si acuiscono, vorrei saperne qualcosa di più. In questo momento inoltre il ragazzo sta molto meglio ma non si riesce a capire se sta bene per i farmaci o meno.

R: In base alla mia esperienza, il trattamento andrebbe proseguito almeno per tre-quattro anni e la sospensione fatta sotto controllo specialistico. Molto dipende poi dalla diagnosi. Se si tratta di una schizofrenia, i disturbi potrebbero essere scomparsi proprio grazie alla terapia, ed anche quel minimo dosaggio (si tratta delle compresse da 5 o da 10 mg?) serve a mantenere lo stato di benessere; senza il farmaco c'è il rischio di una ricaduta. Se si tratta di un disturbo schizoaffettivo, tenga conto che per sua stessa natura il disturbo ha un andamento periodico, con ricadute spontanee, ed il farmaco serve in questo caso ad evitare le ricadute. Ho curato dei ragazzi in cui la sospensione troppo precoce della terapia ha provocato una grave ricaduta, con scarsa risposta alla terapia, ripresa successivamente.


D: Le scrivo per avere informazioni sulla moclobemide (Aurorix), quali sono i principali effetti collaterali? Il mio psichiatra pensa di prescrivermi questo Aurorix; sapendo i gravi effetti collaterali degli IMAO vorrei sapere se anche quest'ultimo li possiede.

R: Gli effetti collaterali dell'Aurorix sono molto scarsi, nausea e cefalea i principali, che scompaiono dopo i primi giorni di cura; non va preso la sere perché può dare insonnia. L'Aurorix è un IMAO di nuova generazione, ad azione selettiva e reversibile, chiamato anche RIMA. Selettivo significa che inattiva solo una delle due classi di enzima MAO (le MAO-A), quindi restano le MAO-B per distruggere la tiramina introdotta con gli alimenti. Reversibile significa che blocca l'enzima MAO-A solo per alcune ore senza inattivarlo in maniera permanente. Per questo è molto più sicuro dei vecchi antidepressivi IMAO, tanto che lo si può associare con altri antidepressivi (escluso il citalopram che è molto potente).


D: Cerco informazioni sull'uso della clomipramina (Anafranil) in gravidanza.

R: Vi è controindicazione; le categorie di rischio sono (fonte FarmaCUF, prontuario elettronico, servizio di documentazione Bracco):
Cat. Rischio FDA: C - Gli studi hanno dimostrato che il farmaco esercita effetti teratogeni od embriocidi negli animali, ma non ci sono studi controllati nella donna, oppure manacno studi sia negli animali che nella donna. Questi farmaci vanno usati solo se i possibili benefici sono superiori al possibile rischio.
Cat. Rischio Briggs: C - Gli studi hanno dimostrato che il farmaco esercita effetti teratogeni od embriocidi negli animali, ma non ci sono studi controllati nella donna, oppure manacno studi sia negli animali che nella donna. Questi farmaci vanno usati solo se i possibili benefici sono superiori al possibile rischio.
Cat. Rischio Marchesoni: P - da usare con prudenza.
Altre avvertenze: Segnalati casi di convulsione neonatale alla nascita.
Non ho esperienza diretta; posso dirti che ho seguito casi di gravidanze in donne con terapie antipsicotiche fatte per tutta la durata della gravidanza (la clomipramina ha una formula di struttura vicina a quella degli antipsicotici), che hanno partorito figli senza alcun problema malformativo, ma questo non fa testo.
Dovendola sostituire, pare che gli SSRI siano meno problematici in caso di gravidanza, pur se tutti genericamente controindicati.

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