TESTIMONIANZA DI UN ATTACCO DI PANICO
Psichiatria - Sezione F.A.Q.
Le domande più frequenti

a cura del Dr Andrea Mazzeo

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Disturbi di Panico

D: In alcune situazioni, fortunatamente rare, ho anche provato un senso di panico (sul lavoro, in mensa o in assemblea, in chiesa) nel quale ho temuto di perdere il controllo di me stesso. Ho sentito una forte agitazione interna, il battito accelerato, il respiro affannoso e la sensazione di stare per impazzire o svenire.

R: Si è trattato di un attacco di panico, abbastanza grave; spesso gli attacchi di panico sono complicanze della depressione e della fobia sociale. Compaiono spesso in luoghi affollati o in ambienti chiusi, e la causa è probabilmente l'eccesso di anidride carbonica che si crea in questi ambienti. La paroxetina, che le è stata prescritta successivamente, va benissimo perché controlla bene gli attacchi di panico, migliora la fobia sociale ed è un efficace antidepressivo. La sonnolenza potrebbe essere causata dalla paroxetina che a volte, in soggetti sensibili, ha un'azione un po' sedativa. Per ovviare alla sonnolenza può provare a prendere il Sereupin la sera (faccia attenzione a non sospenderlo improvvisamente perché ricompaiono immediatamente i sintomi). Se la sonnolenza persiste si può provare a cambiare farmaco; può andar bene (ma ne parli con il suo medico) la sertralina, che è simile alla paroxetina (SSRI) con in più un'azione simile al Deniban (azione dopaminergica). Per la psicoterapia, lasci perdere la terapia di gruppo e si rivolga con fiducia ad una psicoterapia cognitivo-comportamentale; se ben fatta è di notevole aiuto in questo tipo di disturbi.


D: Mi scusi, le voglio porre una domanda: "Ma si possono effettivamente sradicare dalla mente umana gli attacchi di panico o no?". Grazie per la gentile cortesia...Ho voglia di rinascere una seconda volta...

R: La terapia per gli attacchi di panico è sia farmacologica che psicologica; se vengono fatte assieme, la terapia farmacologica e la psicoterapia sono più efficaci che se fatte ciascuna da sola.

La terapia farmacologica viene fatta in questo modo:

- ansiolitici: il più efficace negli attacchi di panico è l'alprazolam (nomi commerciali: Frontal, Mialin, Valeans, Xanax); gli altri non funzionano (non si sa perché). Come dosaggi, si inizia di solito con bassi dosaggi e si aumenta gradualmente sino a quando gli attacchi di panico sono sotto controllo (scompaiono o sono molto leggeri - si può arrivare anche a 4-6 mg al giorno, senza problemi). A questo punto si mantiene il dosaggio efficace per un paio di mesi e poi si inizia a ridurre molto gradualmente.
Effetti collaterali: possibile sonnolenza aumentando il dosaggio, ma di solito la terapia viene tollerata bene.

- antidepressivi: il più efficace è il Tofranil (nome chimico imipramina); anche qui si inizia con bassi dosaggi e si aumenta gradualmente (es. 10 mg x 2, poi 25 mg x 2 o anche più) sino al controllo delle crisi; mantenimento per due mesi e poi riduzione graduale. È preferibile prenderlo al mattino e a pranzo (di sera può dare insonnia).
Effetti colleterali: stitichezza, bocca secca, tachicardia (di solito spariscono dopo 4-5 giorni); controindicato nelle cardiopatie, glaucoma, ipertrofia prostatica.
Se non tollera il Tofranil (o non può prenderlo per qualche motivo) una valida alternativa è la paroxetina (nomi commerciali Sereupin o Seroxat): 1/2 cpr al mattino, dopo qualche giorno 1 cpr; di solito è sufficiente. Soliti due mesi di terapia e riduzione molto graduale.
Effetti collaterali: scarsi, nausea o vomito all'inizio della cura.

L'ansiolitico e l'antidepressivo possono anche essere associati, soprattutto se il disturbo di panico dura da qualche anno; sono più efficaci. Per gli aspetti pratici della terapia farmacologica si faccia seguire dal suo medico!!

La psicoterapia più efficace negli attacchi di panico è quella comportamentale-cognitiva; per rintracciare uno psicologo vicino alla sua zona può consultare il sito I.PSI.CO. all'indirizzo:

http://www.ipsico.org
Lo scopo della psicoterapia è quello di individuare eventuali condizionamenti che mantengono il panico e di modificarli, e quello di correggere alcuni concetti (cognizioni) che si formano in chi soffre di panico e che contribuiscono a rendere cronico il disturbo.

Se il disturbo dura da alcuni anni consiglio di associare sia la terapia farmacologica che la psicoterapia comportamentale; sono più efficaci.

Se i risultati tardano ad arrivare non si scoraggi: il disturbo di panico è curabile, ho visto guarire anche casi cronici.

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